Difficile smettere di camminare in montagna proprio adesso che vivo circondata dalle montagne.
Avevo una sfida nel cuore e nella mente: le Tre Cime di Lavaredo.
A luglio dello scorso anno, durante la mia fuga d’amore, abbiamo fatto il giro delle Tre Cime di Lavaredo. Una camminata semplice, ma lunga. Ed è proprio la lunghezza che mi frega. Non avevo ancora dato un nome al mio problema, quindi non avevo ancora iniziato con la terapia. Ci impiegammo poco più di 5 ore, un’eternità per i miei standard. Non che io sia una camminatrice folle, ma cinque ore per quella camminata furono davvero troppe.
E quest’annno ho voluto rifare quella camminata.
Non avevo scuse!
Adesso conosco il mio problema, prendo le medicine e cerco di rispettare il mio corpo con alimentazione, attività fisica e pensiero positivo. E poi sono al fresco! Da mesi ho salutato il caldo del deserto.
Sono partita carica.
I bambini davanti a me che saltellavano. E il daddy al mio fianco, perché lui non mi molla mai.
Un grande sorriso sul viso.
Il paesaggio era incantevole. Il tempo era perfetto: sole ma non caldo, cielo limpido e qualche nuvola per decorazione.
E poi avevo loro, i miei bastoncini da nordic walking. Quelli che ho imparato ad usare per correggere l’equilibrio precario e che mi sostengono in discesa.
I metri di dislivello dell’intera camminata erano pochi, circa 300. Perfetti anche per i camminatori meno esperti e per me.
Siamo partiti dal rifugio Auronzo.
La camminata era piacevole e semplice. Non ho avuto alcuna difficoltà inizialmente. La gamba sinistra reagiva bene.
Il paesaggio era così bello che non riuscivo a smettere di fotografare.
Ci siamo fermati a mangiare un panino nei pressi del rifugio Locatelli, 2450 m. Ci siamo seduti sull’erba, preparati un panino al prosciutto e goduti il sole. Poi i bambini sono andati col daddy ad arrampicare qualche grande sasso. “Quando sarò grande verrò qui a scalare le Tre Cime!” ripeteva Riccardo entusiasta. “Faremo quella in mezzo, la più alta!” gli rispondeva Tommaso.
E’ un giro ad anello, quindi non si torna da dove si è arrivati, ma si prosegue.
Dal rifugio Locatelli le cose hanno iniziato a complicarsi per me.
Un lungo pezzo di discesa con il terreno sconnesso, fatto di grandi sassi, hanno stancato molto la mia gamba sinistra.
Il piede sinistro ha iniziato a perdere forza, l’equilibrio è diventato sempre più insabile e la gamba non aveva più la potenza di prima.
Ho stretto i denti e le mani sulle bacchette. Ho abbassato la testa per guardare solo dove mettevo i piedi. Ho smesso di parlare, avevo bisogno di concentrazione. Ed ho raccolto tutta l’energia e la mia forza di volontà.
Un tempo, quando andavo in montagna col daddy, mi lamentavo della salita. Ora odio la discesa! Come cambiano le cose nella vita.
Dopo questa lunga discesa c’era un’altra salita. L’ultima. Non era difficile, ma a me è sembrata infinita.
E poi gli ultimi venti minuti di camminata in piano.
I più sfidanti per me, ma non potevo mollare proprio adesso. Ormai era finita!
Quando ho visto il parcheggio con la nostra macchina ho abbracciato forte il daddy.
“Ce l’ho fatta!”. Ho urlato.
Lui mi ha risposto: “Non avevo dubbi!“.
La sfida delle Tre Cime di Lavaredo è stata superata e ci abbiamo impiegato un po’ meno di cinque ore.
Ho la SM e continuo a camminare in montagna!
Drusilla
Camminare non è un semplice sport, è molto di più, è qualcosa che ti fa stare dentro la natura, parte di essa. Farlo in montagna poi il significato è ancora più forte e che tu ce l’avresti fatta, non c’erano dubbi…puoi scalare la cima di chissà cosa!!!
Grazie tesoro!
Sei una forza!!E come dice Mattia “Non avevo dubbi”Camminare in montagna ti stanca ma ti rende felice quei luoghi sono meravigliosi!!
Un bacione carina!!!
Sei una grande Dru. Mi emozioni ogni volta che ti leggo.
Hai tutta la mia ammirazione e la mia…(sana) invidia 😊…perché abiti in un posto bellissimo!
Anche a noi piace la montagna e poter camminare tra le vette è una sensazione bellissima: non siamo sportivi, ma le nostre semplici escursioni estive ci ripagano di ogni fatica! Soprattutto ora che abbiamo due piccoli “stambecchi” che saltellano davanti a noi 😉
Se puoi, continua ad aggiornarci sulle tue conquiste!
Sei una forza Drusilla! Tu, il Daddy che ti sta vicino e i tuoi bimbi, perchè deve essere stata lunga anche per loro!!! Sono stata al rifugio Auronzo anni fa…un luogo magnifico!!!!
Bravissima! Non darti dei limiti, mai.
Bravissima. La tua tenacia è la tua forza, anche la fiducia di tuo marito ti aiuta, un grande appoggio. Camminare in montagna stanca ma ti riempie il cuore di gioia e gli occhi di bellezza. Vincere queste sfide aiuta l’umore.