Stare più di due mesi in Italia ha come conseguenza non solo che i rientri sono sempre un mezzo shock culturale, ma che io ho proprio delle amnesie.
Non mi ricordo nulla di Kuwait.
Un po’ come quando lavoravo e per le due o tre settimane di ferie ero obbligata a trascrivermi tutte le password, pena non ricordarmi più nulla e rimanere fuori da tutti i sistemi.
Anche questa volta non è andata diversamente.
Ho avuto una sorta di corso intensivo su alcuni aspetti della mia vita quotidiana.
Cosa ho dimenticato??
- Il caldo. La sensazione di phon addosso.
Siamo arrivati sabato, alle 5.30 del mattino. Mi sono avviata con Giada verso i taxi e appena fuori dall’aeroporto ho sentito subito l’aria calda che mi investiva. Un getto di aria calda sparato sulla mia faccia, come un phon. Non c’è altro modo per descriverlo. Ho pensato wow che caldo. Erano solo le 6 del mattino e il termometro segnava 38 gradi. Quando sono partita a giugno era uguale, ma quando torno a settembre mi sembra sempre più caldo.
2. Le donne in abaya.
E’ inutile girarci intorno. Non è bello vedere le donne in abaya, soprattutto quelle che coprono anche la testa. Tornare in Kuwait significa essere tu la diversa. Significa vedere tantissime donne con questo enorme velo NERO. Dopo due mesi di Italia, di short, di abiti corti, di mille colori, di capelli di tutti i modi. Donne di tutti i tipi, con il loro stile, mi fa effetto tornare a questo aspetto in cui la donna è per forza di cose mortificata. Coperta. Nascosta. Impura.
Persino Giada in aereo mi fa “era da tanto che non le vedevo” e io le ho chiesto “cosa?”. Lei facendomi segno con la mano le donne con il velo.
3. Aria condizionata : una delle cose importanti nella vita
Ho chiamato la società da cui prendo normalmente a noleggio la macchina. Perché se è vero che ormai guido, nello stesso tempo ancora non mi fido a comprare una macchina.
Il tipo che mi manda lunghi messaggi vocali chiamandomi MIMMOOOOOO mi promette una macchina perfetta per me. Effettivamente è arrivato con una bella macchina. Nuova. Fin troppo per me, nera metallizzata, grande. Perfetta direte voi. No per me ha un enorme difetto per me. Non ha i sensori posteriori. Conoscendomi ho subito detto, ma come non ha i sensori?? lo sai che io ho grossi problemi a parcheggiare, lo sai che sono andata tre volte alla stazione di polizia solo per questo, per avere parcheggiato male, che non vedo, non mi accorgo….
e lui lo so: MA L’ARIA CONDIZIONATA VA BENISSIMO!!!
Ecco il requisito più importante che deve avere una macchina è qui. Non importa l’anno di immatricolazione, i chilometri, i sensori. Ciò che conta è l’aria condizionata.
4. Musica trasmessa in radio.
Se in Italia quest’anno ho fatto il pieno di hit Italiane, alcune delle quali molto simili, in Kuwait se accendo la radio è un tripudio di canzoni arabe o indiane di difficile ascolto almeno per il mio orecchio. Ecco perché ascolto sempre radio Deejay con il telefono attaccato alla radio.
Altrimenti cerco il canale Radio Kuwait con musica internazionale un po’ old style.
5. Muezzin al supermercato
Già è abbastanza avvilente passare dai nostri meravigliosi supermercati a quelli Kuwatiani ma se mentre sei giro scatta l’ara della preghiera ti prende un piccolo infarto.
Per fortuna non si chiude tutto come succeda a Drusilla che doveva scaricarsi app per sapere orari. Ma comunque resta il fatto che girare con questa litania è una delle cose che avevo dimenticato
6. I profumi arabi
I profumi arabi sono davvero molto intensi. Si infilano nelle narici e non ti lasciano più.
Quegli degli uomini non ne parliamo.
L’altro giorno sono salita in ascensore e per poco .
Queste sono cose proprio rimosse.
Mentre le levataccia, lo stress del lunch box, la maglietta che si incolla addosso. La sciarpa dentro alla borsa. La cena a alle 18,30.
Sono tutti cose che ricordavo ma che ugualmente per un po’ mi pesano.
Come è andato il vostro rientro??
Anche voi soffrite di amnesie come me?
Mimma
Noi siamo stati fuori tre settimane e mi son bastate per perdere tutti i ritmi considerando poi che tra il luogo di vacanza e casa non c’è poi tantissima differenza. Immagino lo shock per te e francamente mi peserebbero questi orari, levataccia e cena
Ciao Mimma!
Anche io come te ho trascorso due mesi in Italia, in Sardegna. Due mesi di mare, campagna, genitori, nipoti, sorelle, cugini, amici..
Vivo a Madrid e il rientro non e’ difficile nonostante la nostalgia sia tantissima. Madrid e’ una citta’ viva, accogliente. Le terrazze dei bar sono sempre piene di gente che si gode il sole di settembre.
Mi manca il mare ma non si puo’ avere tt dalla vita!